L'ultima volta che salii ai laghi di Bordaglia correva l'anno 1988, c'erano gli europei di calcio e stavo in soggiorno estivo alle colonie di Piani di Luzza (a quel tempo si chiamavano così). Una delle mete classiche di quei 15 giorni erano proprio i laghi di Bordaglia. Non ricordo granché di quella gita, anche se quel tempo ero già abituato a scorazzare per i monti ed ero già salito, sebbene quasi neanche adolescente, su diverse delle più importanti vette della regione di cui ancora ora concervo un chiaro ricordo. Complice anche la richiesta del papà di Desy di venire in montagna per ascoltare il canto degli uccelli nel bosco, decido di salire da queste parti. Nonostante la sveglia alle 4:30 arriviamo a Pierabech alle 7, siamo già decisamente tardi per sentire gli uccellini. Lasciamo l'auto nei pressi dello stabilimento della Goccia di Carnia - una delle acque migliori in commercio a mio avviso - e ci dirigiamo verso il ponte sul Degano. Subito un cartello indica "sentiero chiuso"... Non ci credo e scendo a vedere. Effettivamente il ponte per attraversare il torrente è crollato, svelato l'arcano. Cerco punti per un possibile guado ma le piogge del periodo hanno ingrossato il torrente ed è meglio non avventurarsi in tentativi troppo arditi. Saliamo quindi fino alla cava dove vediamo un secondo ponte che ci porta sulla sponda opposta. Poi, riperdendo un po' di quota, ci ricolleghiamo con il sentiero naturalistico CAI 142 che sale alle casere Bordaglia di sotto e di sopra. Proseguiamo nel bosco lentamente, facendo silenzio e cercando di ascoltare la natura. Sono già quasi le 8 di mattina, secondo me troppo tardi per sentire gli uccelli che danno il massimo del loro repertorio all'alba, in questa stagione dalle 5 alle 6:30. Arriviamo alla casera Bordaglia di sotto, il posto è magnifico, non c'è ancora nessuno e non ci sono soprattutto loro, le mucche. Riposiamo un po' e facciamo qualche foto. Mi colpisce in particolar modo il monte Vas, proprio davanti a noi che con la sua cima slanciata chiede di essere ammirato e rispettato. Potrebbe diventare una delle prossime mete. Il papà di Desy, Sandro, decide che per lui il giro termina così, le gambe non abituate alla montagna sentono un po' la fatica. Desy asseconda suo padre e decide anche lei per il rientro. Io però mi sento bene e vorrei terminare l'allenamento di oggi chiudendo l'anello e scendendo quindi per la il versante del rio Sissanis dopo aver raggiungo la casera Bordaglia di sopra e il lago Pera. Se spingo un po' dovrei metterci non più di mezz'ora più di loro per tornare all'auto... Breve consulto e decidiamo di separarci. Loro rientreranno con la calma percorrendo a ritroso il sentiero percorso fino qui mentre io salirò a chiudere il giro. Appuntamento all'auto tra 1 ora e mezza. Parto di slancio e in meno di mezz'ora sono alla seconda casera. Evito di scendere al lago di Bordaglia e salgo diretto
fino al lago pera dove mi fermo un quarto d'ora per fare delle
bellissime foto al laghetto e alla creta di Bordaglia. La creta è bella,
so che è salibile con poche difficoltà ma oggi non c'è tempo, la
teniamo come opzione per la prossima volta. Inizio a scendere verso
casera Sissanis per un bel sentiero tra prati e qualche nevaio residuo.
Infine la parte più noiosa è la discesa lungo la forestale presso il
torrente Degano che mi porterà prima alla cava e poi alla Goccia di
Carnia dove troverò i miei compagni che mangiano il loro panino. Sono
arrivati circa 20 minuti prima di me... Sono stato davvero veloce!
Un
bel giro che rifarò sicuramente, magari salendo anche le Creta di
Bordaglia. Peccato aver sentito pochi uccellini cantare (soprattutto
tordi ce n'erano ben pochi!).
Anello completo circa 950 m di dislivello, 2h per arrivare al lago, 2 ore per scendere escluse soste.
Visualizzazione tracciato gpx
«Continua ciò che hai cominciato e forse arriverai alla cima, o almeno arriverai in alto ad un punto che tu solo comprenderai non essere la cima». Seneca
sabato 18 giugno 2016
Bordaglia e dintorni...
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Pierabech
Ubicazione:
33020 Pierabec UD, Italy
domenica 22 maggio 2016
Arvenis e Tamai
22 Maggio 2016. A poco meno di un mese dall'intervento di meniscosectomia e pulizia della cartilagine decido che è ora di rimettersi in moto e testare il nuovo ginocchio. Cerco qualcosa di semplice e inedito, uno sguardo alla cartina e mi cade l'occhio sulla zona dello Zoncolan con i monti Arvenis e Tamai, entrambi mai saliti (il secondo a dire il vero era già stato visitato ma in piena stagione sciistica utilizzando gli impianti che portano a pochi metri dalla vetta). Saliamo da Sutrio fino al parcheggio nei pressi dei laghetti artificiali. Da qui sfruttando le piste da sci arriviamo fino alla cima del Tamai dove il mio test articolare potrebbe dirsi già concluso con successo. Guardando il versante opposto, sud, decidiamo che possiamo salire anche sull'Arvenis. Scendiamo per comoda traccia fino alla sella tra le due elevazionio e da qui semplice cresta arriviamo, attraversando anche qualche nevaio residuo, sulla cima dell'Arvenis. Panorama discreto ma compromesso un po' dalle eccessive velature e da un cielo non proprio terso. Rientriamo seguendo il sentiero che scende sul lato est, evitando di raggiungere la malga Meleit e tagliando direttamente le pendici del Tamai verso il parcheggio.
Dislivello approssimativo sui 600 metri
Tracciato gpx
Dislivello approssimativo sui 600 metri
Tracciato gpx
| Il comprensorio dello Zoncolan |
| L'Arvenis visto dal Tamai |
| Mappa del panorama |
| Stratificazioni caratteristiche della zona, formatesi durante l'ultima glaciazione 10000 anni fa |
sabato 16 aprile 2016
Cimadors Alto - Balcone sulla Grauzaria
L'idea di questa salita è quella di approfittare del balcone naturale con la miglior visuale sulla parete sud della Grauzaria per fare delle belle fotografie. Purtroppo le condizioni meteo all'arrivo in cima non hanno permesso una degna visuale pertanto questo giro si è guadagnato un sicuro biglietto per una ripetizione nelle prossime stagioni. La meta è consigliabile in autunno e primavera, addirittura diverse persone la salgono anche in pieno inverno con le ciaspole.... anche se il pendio finale nel bosco mi sembra un po' eccessivo. Saliamo al paesino di Grauzaria e proseguiamo fin dove la strada lo permette in direzione borgo Baduz. Parcheggiamo su uno dei pochi spiazzi disponibili a bordo della carreggiata e proseguiamo a piedi fino all'ultimo caratteristico gruppo di casette denominato Borgo di Mezzo. Da qui prendiamo il sentiero e senza possibilità di errore ci dirigiamo verso Casera Cimadors alta dove, una volta arrivati, troviamo anche la prima neve residua sul piccolo altipiano. Nubi nere si posano su tutta la zona montana mentre sembra che il sole continui ad illuminare la pianura creando uno strano e sinistro gioco di luci. Salgo comunque velocemente fino alla cima, provo a fermarmi un po', a fare alcuni scatti... Ma non ne vale la pena. Mestamente rientro alla casera dove la mia compagna è saggiamente rimasta ad aspettarmi. Non ho tempo per mangiare qualcosa, le nuvole preoccupano un po' e non abbiamo molta voglia di prendere la pioggia. Scendiamo, alle case del Borgo ci sono delle signore con le quali ci intratteniamo alcuni minuti per parlare piacevolmente del più e del meno. Riprendiamo la via di casa e in un'ora circa siamo all'auto.
| Casera Cimadors alta |
| In basso il Masereit, sopra il Zuc dal Bor |
| Torre Nuviernulis |
| Verso la pianura |
Ubicazione:
33015 Moggio Udinese, Province of Udine, Italy
sabato 26 marzo 2016
Monte Neddis da Castel Valdaier
Anche l'anno scorso, nel 2015, salimmo su questa panoramica cima ma incontrando condizioni meteo quasi Himalayane. Quest'anno la previsione sono buone, è il 26 marzo ed è il sabato di Pasqua. Neve ce n'è ancora parecchia in giro ma le creste piano piano iniziano a scoprire i primi ciuffi d'erba. Ci portiamo dietro le ciaspole e i ramponi, non sappiamo ancora che tipo di neve incontreremo. Arrivati al caratteristico castello giallo, decidiamo di lasciare le ciaspole in auto. La temperatura è bassa e la neve sembra essere portante, inoltre la traccia sembra essere stata recentemente battuta. In poco meno di un'ora arriviamo in Val di Legnan dove una sosta è d'obbligo per reintegrare i liquidi. C'è un bel sole e le temperature sono abbastanza gradevoli, tra i 5 e i 10 gradi. Proseguiamo per la semplice cresta, la neve qui già non supera i 20 centimetri e ci sono diversi tratti d'erba che offrono percorsi alternativi a quello su neve. Arriviamo in cima al Neddis, ci fermiamo e decidiamo che per oggi può bastare così. Scartiamo eventuali possibili salite al Dimon o addiritura al monte Paularo e mangiamo qualcosa. Il panorama da qui è calamitato soprattutto dal gruppo Coglians-Chianevate sebbene il Dimon ne copra in parte la visuale. Anche se il Sernio, che da qui mostra il suo lato migliore, non è certo da meno! Inoltre si vedono bene in lontananza il Cridola e il Crodon di Giaf separati da Forcella Scodavacca, il gruppo Creta Forata - Siera - Terza e in lontananza si vedono bene anche Civetta, Pelmo e Antelao. Davanti a noi la valle del But, il gruppo dello Zoncolan e, dall'altro lato, il gruppo Cucco-Tersadia. Verso sud est, oltre Sernio e Grauzaria, Chiavals e Zuc dal Bor, Cimone di Montasio, Montasio e Jof Fuart, questi ultimi un po' coperti da nubi. A est invece la sagoma più riconoscibile è quella della Creta di Aip. Riscendiamo a valle ripercorrendo a ritroso l'itinerario di andata anche se l'aumento delle temperature ha fatto perdere alla neve l'effetto portante... Nell'ultimo tratto da Val di Legnan all'auto rimpiangeremo un po' l'aver lasciato le ciaspole in macchina... Arriviamo comunque all'auto che sono circa le 13: anche per quest'anno ci siamo guadagnati il pranzo di Pasqua con uovo annesso.
Dislivello circa 600m, salita 1h30-2h discesa 1h.
Dislivello circa 600m, salita 1h30-2h discesa 1h.
| La valle del But |
| Sernio e Grauzaria |
| Ad est si distingue la Creta di Aip |
| Coglians e Chianevate |
| Verso ovest-sud-ovest, Cridola, Civetta Pelmo Antelao e gruppo della Creta Forata-Siera |
| Nubi ad est su Montasio e Jof Fuart. Più a destra Cimone e Zuc dal Bor |
| Comprensorio dello Zoncolan |
| Durante il dientro, girandoci verso la meta odierna |
| Proprio bello il Sernio! |
| Tersadia |
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Dimon,
Neddis
Ubicazione:
33020 Treppo Carnico, Province of Udine, Italy
sabato 19 marzo 2016
Morgenleit, una salita invernale da ripetersi
19 Marzo 2016. Complice l'atmosfera quasi primaverile e la bella giornata, io e Desy decidiamo di salire in quel di Sauris, terra di grandiosi prosciutti e speck, che se d'estate è sempre stata dal sottoscritto un po' snobbata, d'inverno invece si è rivelata in tutta la sua bellezza durante questa escursione. Il paese, con l'omonimo lago, si trova in mezzo ad una stupenda vallata, chiusa a sud e ad ovest dalla dorsale Tinisa-Bivera-Tiarfin, ad est dal Col Gentile mentre a nord è chiusa da una serie di verdi cime minori che la separano dalla Val Pesarina. Tra queste montagne minori la più facilmente accessibile è certamente il Morgenleit, che, nonostante la modesta quota (1971 mslm), offre un panorama dalla rara bellezza in tutte le direzioni. La partenza avviene a Sauris di Sopra, dove parcheggiamo ai bordi della strada principale su uno spiazzo 50 metri a valle della strada sterrata che sale nel bosco verso nord. Al rientro scopriremo che il punto migliore per parcheggiare era proprio in paese nel parcheggio interno poco lontano dal quale parte una stradina che si ricollega a quella poco più sopra. Decidiamo che le ciaspole sono superflue, da informazioni ricevute da amici in zona la traccia dovrebbe essere "molto battuta". Infine le basse temperature, una manciata di gradi sopra lo zero, ci fanno pensare a una neve piuttosto portante. Per raggiungere la sterrata possiamo risalire per 100 metri la strada fino al bivio dal quale si stacca oppure possiamo tagliare in salita i prati innevati. Il sottoscritto decide per la seconda opzione e saggiamo subito la neve. 5 Minuti sono sufficienti a scannarmi, affondo fino all'inguine praticamente, fortunatamente le ghette salvaguardano gli scarponi dalla neve. Desy invece non sprofonda più di tanto, un po' perché cammina sulla mia traccia, un po' perché in questi casi 20 e oltre chili di differenza fanno la sottile differenza fra galleggiare e affondare. Fra le risate di scherno della compagna arrivo finalmente sulla sterrata dove la progressione si semplifica parecchio e la neve risulta decisamente più portante. Senza grossi problemi e accompagnati da un bel sole arriviamo fin sotto alla nostra cima. Abbandoniamo la traccia principale per salire alla soprastante forcella Festons dalla quale la vista si apre grandiosa verso nord e verso tutte le montagne della Val Pesarina. Da qui per zigzagante traccia ben battuta saliamo sulla cima.
Dislivello 600m; tempo di salita 1h30, discesa 45'-1h. Nessuna difficoltà di rilievo, attenzione alla valutazione del manto nevoso nell'ultimo tratto da Sella Festons alla cima specialmente con neve fresca.
Dislivello 600m; tempo di salita 1h30, discesa 45'-1h. Nessuna difficoltà di rilievo, attenzione alla valutazione del manto nevoso nell'ultimo tratto da Sella Festons alla cima specialmente con neve fresca.
| Da sinistra, Brentoni, Tre Cime, Croda dei Toni (parzialmente), Creta di Mimoias e parte della Terza Grande |
| Monfalconi e il castello del Cridola |
| Case tipiche del paese |
| Il Bivera dal lago di Sauris gelato |
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Sauris
Ubicazione:
33020 Sauris UD, Italy
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